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 Lett. Ep. : "Di Dio ovunque si guardi" - Philipdikingsbridge

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alessandro III giarru
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Date d'inscription : 25/08/2010

MessageSujet: Lett. Ep. : "Di Dio ovunque si guardi" - Philipdikingsbridge   Mer 9 Fév 2011 - 23:55

Philipdikingsbridge a écrit:

[rp]Di Dio ovunque si guardi

Miei cari fedeli,
è tanto che cerco di trovare il tempo per scrivere i miei pensieri sulla fede che provo in modo da confrontarmi con voi che siete al mio pari nella fede dinnanzi a Dio.
Questa mattina mentre vagavo per le silenziose strade capuane, come sono solito visto che mi alzo prestissimo, riflettevo sulla grandiosità del creato che l'Altissimo ci ha posto dinnanzi.
Già quando ci si sveglia, il poter vedere la propria moglie, compagna inseparabile per chi ha deciso di unirsi nel sacro vincolo del matrimonio, deve essere una sensazione invidiabile. Il viso di colei che riposa e per cui un uomo nutre il più bel sentimento del mondo che per grandiosità può essere associato alla fede, rende grazia solo a Dio. E così è per una donna gemella dell'uomo ma unica capace di fare la volontà Sua tramite il parto.
Oppure quando gli occhi vedono la tavola imbandita o quando l'affamato vede un tozzo di pane. Come può un fedele non accorgersi che c'è Dio in quelle cose? La sensazione di soddisfazione e compiacimento che si prova è così smisurata da avvicinarci ad Egli.
Quando poi sono arrivato vicino ad un ruscello, più in là lontano dalle mura della capitale e dalla vita che lentamente si svegliava e si metteva in moto nei suoi prestabiliti ritmi, mi sono accorto di come la fede possa rinnovarsi di giorno in giorno anche solo percependo l'Altissimo nel mondo che ci circonda.
Guardare gli uccelli che spiccano voli che noi non riusciremo forse mai a produrre, nel raggiungere quote su cui noi fantastichiamo della vista che essi godono, fa capire come egli abbia dispensato amore su ogni creatura.
Quando vedo l'acqua che scorre limpida e fresca, percepisco nel mutamento e nell'incresparsi della sua superficie il piacere di vedere la vita scorrere e svilupparsi come l'altissimo ha voluto.
Oppure udendo tra le fronde degli alberi il vento fischiare. Che soave musica. Mi sono sempre chiesto se non sia la voce di Dio che ci ricorda che egli è in tutto e che ci abbraccia con il suo creato anche quando esso è impercettibile alla vista.
Ma, poi, arrivando ad una radura, a mattina inoltrata dove c'erano dei pastori che con i propri figli badavano alle pecore mi sono reso conto del perchè noi siamo stati gli unici a ricevere un'anima e ad essere elevati a figli di Dio.
Nel gesto conscio di un padre di rialzare il figlio inciampato, nell'insegnare ad esso il proprio sapere, nel trasmettere il proprio amore anche solo guardandolo negli occhi, lì dimora l'Altissimo.
Come quando un uomo si sente riempito di forza quando un altro uomo gli dimostra la sua amicizia aiutandolo nei momenti del bisogno. Non ci sono altre prove che nel gesto dell'amore e dell'amicizia, Dio ci unisca a sè.
Tornato poi nella mia casa mi sono inginocchiato per pregare e ho pregato affinchè chi oggi non ravvede Dio intorno a sè difficilmente potrà in futuro vederlo dentro di sè. L'anima che Egli ci ha donato è il bene più prezioso e il corromperla con credenze false o dimenticarsi di santificare il Suo nome non fa altro che aiutare la creatura senza nome, che a volte si traveste con pelle umana, nel suo compito: allontanarci dall'amore divino.

Avete mai provato queste cose miei cari?
Avete mai tentanto di ricondurre il tutto a Dio anche quando sembra che egli non abbia scelto quello per voi o per chi vi sta in torno? E chi altri potrebbe se non Dio decidere per noi e per il nostro futuro?

Vi benedico e spero che qualcuno voglia condividere il suo pensiero con questo mio.


Filippo Benedetto Spadalfieri da Pontiregi
Vice Primate degli Stati Pontifici e del Mezzogiorno d'Italia
Arcivescovo Metropolita di Capua
Missus Inquisitionis

[/rp]
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